Maggio 2016: ACCOGLIAMO MARIA NELL’ANNO DELLA MISERICORDIA

“Maria vieni a casa mia”

Ancora una volta la nostra comunità parrocchiale può trovare nel mese di maggio il momento propizio per riscoprire attraverso la spiritualità popolare, incentrata sulla figura della Madonna,  la gioia profonda della propria fede.

Allora si deve uscire. Ma come? Si può uscire da casa restando dentro se stessi, evitando di farsi coinvolgere; oppure, meglio, si può uscire perché si sente il bisogno intimo di scoprire il mondo che ci circonda, uomini e donne da conoscere, da soccorrere.

E allora si deve uscire anche quando il contatto potrebbe deluderci per le difficoltà incontrate e perché non pensavamo che fosse così coinvolgente.

Uscire per fare, realizzare dei progetti,  mescolarsi tra la gente.

Allora, per noi,  uscire  vuol dire prendersi cura del fratello, condividendone pene e gioie.

Ecco si potrebbe uscire con gli altri, mettersi in cammino con gli altri per andare verso chi ci chiama e ha bisogno di noi.

Maria è il modello e l’esempio di come si può e si deve uscire incontro agli altri.

Per Don Tonino Bello Maria è la donna dei nostri giorni, attuale, contemporanea e moderna: è donna accogliente che ci insegna e sprona ad andare incontro alle persone più sfortunate: i rifugiati, che sbarcano scappando da guerra e miserie, gli emarginati della nostra opulenta società, gli immigrati che cercano un lavoro e una vita migliore di quella che può offrire il proprio paese.

Maria è donna di frontiera, anche lei costretta a spostarsi per scappare dalla violenza di Erode con la fuga in Egitto. Anche lei, nel giorno della Pentecoste, ha ricevuto e accolto il mandato dallo Spirito Santo, quale testimone fino ai confini della terra.

Maria è allo stesso tempo donna feriale perché sposa e madre; Ella ha condotto una vita comune, operosa e piena di sollecitudini familiari.

Maria è donna  in cammino: Ella accolse  l’annuncio dell’angelo, e si recò in visita dalla cugina Elisabetta. Ha camminato fianco a fianco, con umiltà e riservatezza,  col figlio Gesù, condividendone tutte le sofferenze.

Lei è uscita, ha incontrato gli altri.

Oggi viene ad incontrare noi, visitandoci nelle nostre case, condividendo le nostre miserie e le nostre piccole gioie, questo è il bello dell’incontro tra persone che si vogliono bene.

 

Durante il mese di maggio è, nella nostra parrocchia, buona consuetudine ritrovarsi nei cortili delle case generando in ognuno di noi  la voglia e il desiderio di  prepararsi, perché “Maria viene a casa mia”.

In questo anno giubilare Maria è invocata  Madre di Misericordia perché Dio misericordioso l’ha scelta e Le ha dato la possibilità di generare per noi Gesù, vero e autentico volto della misericordia del Padre.

Maria, Madre tenera, entra nelle nostre case per portarci tutto l’Amore del suo amato Figlio.

Il mese mariano vuole essere l’opportunità per la nostra comunità di concretizzare,  uscendo sul territorio, la missione di “Cristofori, portatori di Cristo” richiamata da papa Francesco. Uscendo dal suo luogo celebrativo abituale la parrocchia incontra tutti i fratelli nei luoghi della vita quotidiana.

Ecco che dobbiamo e vogliamo vivere il mese mariano, da sempre dedicato alla Madonna, con uno stile e uno spirito rinnovato, ricordando ciò che è stato scritto nel giornalino parrocchiale “Il Faro” del mese di febbraio 2016.

 

Evitare: pettegolezzo, maldicenze, indifferenza ed invidia.

Fare: lavorare per una costruzione di una comunità in comunione e questo con una partecipazione assidua e fervorosa.

Augurarci: di essere cristiani con la vita e nell’esercizio delle opere di Misericordia.

 

Tutto deve partire dal coinvolgimento di più persone e di più famiglie. Nessuno deve sentirsi spettatore o invitato occasionale, ogni giorno deve risultare una festa di famiglia dell’intera Comunità.

 

Allora sentiti impegnato, fin da questo momento, e, potendo, vieni a prenotare la Sosta Mariana presso la tua casa.

 

 

S. Maria C.V., 10 aprile 2016,  II Domenica di Pasqua

 

 

 

Il Parroco

Don Pierino